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Nascita di Burlamacco

COME NACQUE BURLAMACCO LA MASCHERA UFFICIALE DEL CARNEVALE DI VIAREGGIO

Manifesto ufficiale carnevale 1931 Nella storia del Carnevale di Viareggio, il 1931 rappresenta una data importante perché quell'anno l’organizzazione della festa registrò numerose novità, prime fra tutte la nascita di Burlamacco, la nuova “maschera” ideata, nel 1930, dalla fantasia e dal segno di Uberto Bonetti per il manifesto ufficiale del carnevale. Bonetti, per Burlamacco, pensò ad un pagliaccio che fosse l’ideale sintesi delle maschere italiane: il cappello di Rugantino, il mantello del dottor Balanzone, il costume a scacchi ispirato ad Arlecchino, la gorgiera di Capitan Spaventa, il pompon ripreso da Pierrot. Inoltre, gli affiancò una leggiadra fanciulla in costume da bagno per ricordare le maschere femminili - da Colombina ad Isabella.
Nel manifesto di Bonetti, i due avanzano tenendosi per mano lungo i moli: Burlamacco dalla parte dei cantieri e delle darsene, quasi a sottolineare la sua origine marinara; Ondina dalla parte degli stabilimenti balneari, per testimoniare la realtà turistica e mondana della Viareggio estiva.
 Nel 1940, la nuova “maschera” fu battezzata con il nome di Burlamacco, in omaggio al canale - denominato appunto “Burlamacca” perché in origine attraversava i terreni della nobile famiglia lucchese dei Burlamacchi - che unisce e divide idealmente Viareggio, com’è testimoniato da una pergamena pubblicata sulla rivista “Viareggio in maschera” di quell’anno.
Sempre su quella rivista, dopo l’incoronazione ufficiale, Burlamacco saluta Re Carnevale con questi umoristici versi, scritti da Cravache: “In me vedi l’interprete bisbetico e bislacco, / il popolano autentico chiamato Burlamacco/ nome che non registra la dotta biblioteca / ma che ripete il fosso sacro all’anguilla cieca…”. La “consacrazione” di Burlamacco fu testimoniata anche dal carro “Il primo rampollo”, di Prometeo Cattani, che rappresentava, appunto, la corte di Re Carnevale che annunciava ai quattro venti, con squilli di trombe e rintocchi gioiosi di campane, che il re del Buonumore aveva finalmente un degno successore.
Comunque, per il corso mascherato del 1931 quasi tutti i carristi resero omaggio a Re Carnevale. Antonio D’Arliano realizzò “Festa di sirene”: dalle profondità marine del Tirreno, sopra di un carro trionfale, un corteggio di leggiadre sirene si rincorrono danzando e cantando in onore di re Carnevale. Il primo rampollo - 1931
“Ebbrezza carnevalesca”, di Mario Biondi, rappresentava una visione fiabesca del Carnevale: un insieme di draghi leggendari e voluttuose sirene che “rapiscono” lo spettatore trascinandolo in una dimensione di sogno dove vivere sfrenatamente lo splendore dell’attimo fuggente della festa. “Se non son matti non ce li vogliamo, di Michelangelo Marcucci, era la grottesca rappresentazione di un fantastico girotondo di maschere che davano libero sfogo all'esuberante e trasgressiva follia del buonumore. Si aggiudicò il primo premio Alfredo Pardini con il carro “Carnevale nella jungla”, una scena di baraonda carnevalesca nel cuore della giungla selvaggia, dove il Leone, re della foresta, veste i panni di Sua Maestà il Carnevale che si diverte attorniato da tutto il mondo animale.
Il programma del carnevale 1931, condensato in dieci giorni, dall’otto al diciassette febbraio, oltre a tre corsi mascherati, comprendeva: feste notturne danzanti nella piazza Vittorio Emanuele (piazza Grande) illuminata a giorno da migliaia di luci sospese che componevano fantastiche geometrie. Feste e veglioni, dove fare sfoggio di eleganti abiti da sera e di preziosi costumi mascherati, in tutti i locali della città, dalle sale del Regio Casino, al Margherita, all’Imperiale, al Politeama e in tutti gli alberghi e ritrovi. Gare sportive, dal tennis al tiro a volo, e grande concorso bandistico con sfilata dei gruppi musicali sui viali a mare e concerti in piazza, sulla piattaforma rialzata davanti al Margherita.
Inoltre fu organizzato il secondo raduno automobilistico nazionale riservato ai soci degli Automobili Club d’Italia, con premi per i Club Provinciali che registrarono il maggior numero di vetture partecipanti. Fra le automobili, che arrivarono a Viareggio fu indetto anche un “Concorso di eleganza” con esame delle macchine di fronte al Caffè Margherita e sfilata sui viali a mare.
Fra le novità, da segnalare la partecipazione durante gli ultimi quattro giorni di carnevale di oltre mille studenti di tutte le facoltà delle Università italiane che con i loro variopinti berretti goliardici, tintinnanti come sonagliere, costituirono uno spettacolo insolito nelle sfilate del corso mascherato.
Paolo Fornaciari