Palazzo delle Muse - Comune di Viareggio

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Palazzo delle Muse

Storia del Palazzo


"La prima pietra di questo palazzo, eretto sulla Piazza principe Amedeo, fu posta il 14 ottobre del 1861 alla presenza del re Umberto e del compianto confratello. Esso ha avuto il nome del Gran Re ed è bello e vasto edificio che guarda il mare…" Giuseppe Barellai, 1867

Palazzo delle Muse

 

Le Origini

"Questo fabbrica si chiama scherzevolmente tra i confratelli il Palazzo delle Muse, perché il denaro che è stato speso per costruirla è stato specialmente ricavato dalla opera e dai doni dei coltivatori delle arti belle, come architetti, scultori, pittori, musicanti, poeti lirici, poeti drammatici, illustri prosatori…" (Da Gabrielli-Rosi, Il Palazzo delle Muse, Lucca 1973).
La costruzione del Palazzo è legata alla fervida attività del Comitato degli Ospizi Marini, istituito a Firenze dal medico Giuseppe Barellai. Tale iniziativa promossa dal suddetto Comitato risultò già allora un episodio significativo e interpretativo delle aspirazioni risorgimentali e di umana solidarietà, animate dai grandi protagonisti della vita culturale e civile della Toscana della prima metà del XIX secolo. Nel 1912 l'Ospizio diventa Colonia permanente (seguendo le aspirazioni del fondatore Giuseppe Barellai) per poter curare "soggetti affetti da malattie tubercolari chirurgiche e di forme mediche della minore età" oltre ad aprire al suo interno una sezione speciale per i "convalescenti di malattie acute o soggetti bisognevoli di soggiorno al mare".
Nel 1938 il Comune decise di acquistare il Palazzo delle Muse, per adibirla a scuola riservando qualche locale ad accogliere la Biblioteca pubblica, e decretò il trasferimento dell'Ospizio Marino di Firenze nella moderna struttura ospedaliera del Cinquale, dedicata a Giuseppe Barellai.

Palazzo delle Muse è oggi un polo culturale che ospita la Biblioteca Comunale Guglielmo Marconi e la Biblioteca Muldimedia Immagin@ria dei Ragazzi, il Centro Documentario Storico Francesco Bergamini, la GAMC Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Lorenzo Viani  (www.gamc.it).


 

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